Gestione del Rischio

In primo luogo, nessun singolo investimento potrà eccedere il [20%-25%] del totale degli asset di IC, onde evitare rischi di eccessiva concentrazione del portafoglio.

La selezione degli investimenti invece sarà fatta secondo le seguenti linee guida (e utilizzando consulenti appositi):

  • Due Diligence contabile, legale e fiscale per identificare sulla base dei dati storici e correnti le reali consistenze economiche e patrimoniali della società target;
  • Due Diligence commerciale / di business sulle prospettive reddituali future (con adeguati analisi di scenario) volta a identificare un livello di utili futuri ragionevolmente raggiungibile sulla base del quale calcolare possibili valori di exit, ritorni attesi e effettiva vendibilità dell’azienda (avvenga essa tramite quotazione, o perché dotata di caratteristiche che la rendano appetibile per concorrenti italiani o stranieri e simili);

In questo ambito saranno poi adottati meccanismi di ottimizzazione del rischio rendimento, ad esempio corrispondendo parte del prezzo solo al raggiungimento di certi risultati futuri, ovvero proteggendo il downside dell’investimento.

Ad esempio, con particolare riferimento alle operazioni di seed financing, verrà utilizzato il meccanismo della cosiddetta preferred equity, ovvero in caso di vendita della partecipata gli incassi andranno prima a remunerare IC (fino alla concorrenza del capitale investito, se sufficientemente capienti), che vedrà quindi (anche se solo al momento effettivo dell’exit) allargarsi la propria percentuale iniziale se la valorizzazione complessiva dell’azienda in vendita fosse inferiore a quella iniziale al momento dell’investimento.

In relazione poi all’affettiva realizzazione dell’investimento, e conseguente cash-in per IC, che sulla base delle serie storiche di tali tipologie di investimenti si ritiene possa avvenire normalmente in un periodo di tempo compreso tra 18 mesi e 5 anni, verranno adottati i seguenti accorgimenti:

  • Corporate Governance: IC parteciperà (e sarà richiesto il suo assenso) a tutte le decisioni strategiche più importanti nel periodo di investimento della partecipata, quali ad esempio fusioni e acquisizioni, investimenti/disinvestimenti al di sopra di un certo ammontare, approvazione del budget e simili. Ciò avverrà tramite la presenza nel CDA della partecipata (con i necessari diritti di veto), opportuni patti parasociali ed in generale attraverso interventi e presenza diretta nei momenti opportuni;
  • Clausole di Exit: che garantiscano a IC un exit certo dopo il trascorrere di un certo orizzonte temporale di medio periodo. Normalmente, si articolano nell’obbligo per il socio di maggioranza, trascorsi un certo numero di anni dall’investimento, di mettere in vendita il 100% dell’azienda, o di quotarla o di ricomprare la quota dell’investitore finanziario se questi esercita una apposita opzione put.